Si è formato un gruppo che scruta il fiume dall’alto. Sotto ci sono i pescatori. É una domenica d’estate ed il vagabondaggio è accettato, la curiosità è accettata ed il pettegolezzo è la norma. I pescatori sono decine e decine, non li distingui. Hanno una dozzina di canne, hanno lo sgabello, hanno tutta l’attrezzatura. Si sono alzati presto e si sono accomodati sulla sponda, quello è il loro habitat naturale, come il fiume è l’habitat dei pesci. Sono tanti, non si riesce a contarli e sono uguali, hanno il cappello, hanno una rete per raccogliere i pesci, hanno l’esca e gli occhiali da sole per leggere il fiume. Mi sono unito al gruppo che osserva i pescatori e attendo in silenzio. Ancora nessuno ha tirato su un pesce. C’è un pescatore che lancia le esche con una fionda, ed uno poco lontano che fuma. Attendiamo noi, attendono loro. É una domenica estiva e gruppi di stranieri passeggiano per le vie della città e quando passano osservano noi che osserviamo i pescatori. Ma non si formano altri gruppi. Se funzionasse così, ad infinitum, ci sarebbero decine e decine di mucchi di gente ognuno collegato a quello precedente. E si potrebbe trasmettere un’informazione in capo al mondo.
-Un pesce ha abboccato-, lo direbbe uno di noi e pian piano arriverebbe ovunque, fino alle Alpi, fino in Sicilia. Chi si ferma a guardare noi che osserviamo o prosegue oppure finisce per ingrossare la fila. Il pescatore che tende la fionda mira ad una striscia di acqua, e ripete l’azione come uno che ha fede e sa che a ripetere una preghiera non si fa male, qualcosa ne viene. E noi che osserviamo oramai sappiamo seguire la parabola delle esche, e godere degli zampilli che stupiscono l’acqua, e ci pare che da quel punto, dove piovono esche, possa uscire finalmente qualcosa. E attendiamo che il pesce abbocchi per rendere fiero l’uomo che si è alzato presto e ha preparato le sue cose, e si è fermato a fare benzina, e ha comprato le sigarette.
Ma il pesce non vuole abboccare. Cominciano i sospiri ed i borbottii, un uomo che mi sta accanto scuote la testa. Dice che questi non sono buoni, che una volta lui pescava e ne prendeva di pesci. Adesso con tutti questi “accrocchi” non sanno che significa pescare. Un altro se la prende con i fiumi, che sono tutti inquinati ed i pesci tutti pescati, oppure morti. Una giovane donna, stretta al compagno, gli chiede se lui ha mai preso in mano una canna da pesca. Lui risponde che un tempo andava tutte le domeniche e che qualche pesce ai suoi ami abboccava. Potrebbero andare insieme una volta, è lei che propone, e lui risponde che potrebbero farlo. Lei è entusiasta, potrebbero preparare panini e giornali e una musica per distendere le menti. Ma lui le spiega che la musica non va bene, la musica spaventa i pesci e i pescatori s’infurierebbero come cani pestati. E la donna che ascolta l’uomo stringe il braccio del compagno di pietra, assorto, scolpito con quell’espressione severa di chi ha capito che la pesca è solo un pretesto per la donna di stare con l’uomo. Le canne vengono cambiate e liberato qualche filo che si era impigliato, sigarette vengono accese sia tra i pescatori, sia tra noi. C’è chi chiede d’accendere e c’è chi gli accende con la disinvoltura che ha appreso per ammaliare la gente e sentirsi nel gesto a suo agio. Il tempo passa e l’attesa continua in silenzio, qualcuno si perde nel fiume e ci pesca pensieri, intanto che i pesci non vogliono uscire. E un telefono squilla e qualcuno parte in fretta e lascia un posto migliore per uno che stava dietro una spalla. Il tempo continua a scorrere e la gente ad andare e venire. Un uomo tiene il figlio in piedi sul muricciolo da dove noi ci sporgiamo. Ed il figlio che si sente sicuro lancia le mani nell’aria e pesca a suo modo, mentre il padre sussurra frasi patetiche che imbarazzano i fumatori e smuovono qualcosa nelle donne. Quando il pesce abbocca nell’aria potrebbe scoppiare un applauso, ma non succede, la fila di teste e di spalle si sfibra e lentamente svanisce, lasciando solamente qualche sentinella a vegliare i pescatori. I pescatori continuano la loro attesa, ora che i pesci hanno cominciato ad abboccare, il pescatore è un uomo fiero e valente. Tutto questo accade in una domenica estiva quando il vagabondaggio è accettato, la curiosità è accettata, il pettegolezzo è la norma, e gli uomini sono pesci che aspettano di decidere di quale esca fidarsi per abboccare una vita.

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