I tavoli del bar sono pieni. Di cosa si parla? Si parla di malattie e pomate, la chioma folta ha un problema con il cibo, non può mangiare funghi, la chioma ritagliata ha lo stesso problema, i mariti lasciano scivolare, di tanto in tanto, le loro battute, sono i comici di un trasmissione seria, non rubano mai la scena. Ha lo stesso problema e un altro con la farina. Viene pronunciata la parola glutine. Il glutine è una sostanza lipoproteica, lo puoi leggere su wikipedia. Si parla di un sito dove trovi molti rimedi alternativi, che si fottano le case farmaceutiche, che si fottano i medici. Una battuta sui medici interrompe la conferenza alimentare. Si riprende, irritazione, si parla di irritazione e di proteine animali e vegetali. La folta chioma bruna capisce la chioma ritagliata e rilancia con nuovi problemi, la chioma ritagliata capisce la chioma folta e bruna e rilancia anche lei, un altro problema, un altro rimedio. Poi la cronaca esplode, i mariti partecipano diversamente, ora sono più saggi, piu vendicativi, più uomini, i comici hanno smesso di ridere, di far ridere le donne. Ora è la paura che parla, la paura dei ladri che sfondano le porte, che pruzzano chimica nelle camere da letto, che ti aspettano nascosti quando rientri da una cena con amici. In pieno giorno accadono fatti che una volta erano dominio della notte, in pieno giorno ė stata uccisa quella povera ragazza che non aveva mai commesso del male. Quando ė impossibile, in pieno giorno, che il morto abbia la sua parte di colpa. Talvolta il morto ė complice nella sua morte, non si va in giro in quel modo, non si frequentano certi personaggi, non ci si fida così, non si dicono certe cose. Il morto con la sua colpa. In pieno giorno è più difficile che la colpa si manifesti, in pieno giorno il morto è difficile che si porti nella tomba qualche colpa. Non dovrebbero accadere certe misfatti in pieno giorno, in mezzo alla gente perbene, sotto il sole, nei luoghi pubblici.Quando il mondo va contro la sua natura, è evidente che qualcosa sia cambiato. Il passato ed il presente possono durare a lungo in una conversazione, come era prima e come è adesso, quel che prima c’era, quel che succedeva e quel che succede ora. Nessuno disturba questi discorsi, non ci pensi nemmeno, tanto meno ci provi, questi tavoli che alimentano la propria rovina, nessuna osa disturbare questo scempio di idee. E va a finire che te ne vai per la tua strada con la voglia di rifugiati in un trama, e va a finire che le chiome non nascondono più alcun mistero e gli uomini non ti appaiano fratelli, va finire che bevi tutto quel che la mano può afferrare, va a finire che tutto diviene accettabile. Ora sei divenuto uno zombie, come uno di quelli nei telefilm, vaghi per gli spazi che non sai riconoscere, le strade ci sono ancora, e le case, gli antichi palazzi senza funzione, c’è ancora l’aria che le narici catturano avidamente, e le onde che trasportano milioni di conversazioni, i moti di rivoluzioni e di rotazione, ci sono ancora formiche che scavano sotterranei labirinti e movimenti tellurici, ma tu sei scomparso. Domani tornerai, in pieno giorno.

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